Herbalife è indagata e la FTC condanna l’ azienda ad un risarcimento di ben 200 milioni di dollari. L’ ente per la tutela dei consumatori emana questo verdetto al termine di due anni di indagini.

Secondo l’ Antitrust statunitense l’ azienda illude i futuri distributori con presentazioni fuorvianti. Più precisamente Herbalife durante i vari metting presenta l’ opportunità di business in maniera irrealistica. Infatti le presentazioni aziendali presentano un’ opportunità di guadagno favorevole che però non trova riscontro nelle statistiche reali.

Queste presentazioni traggono in inganno numerose persone. Di conseguenza a costoro viene proposto l’ acquisto di numerosi prodotti da rivendere ai propri conoscenti tramite passaparola.

I nuovi aspiranti distributori si sentono persuasi ad investire prodotti talmente straordinari che “si vendono da soli“. Putroppo molte persone ci credono esponendosi a grandi investimenti.

Solamente in un secondo momento ci si accorge di quanto sia difficile rivendere tali prodotti. Di conseguenza dopo aver investito cifre anche importanti ci si ritrova con una valanga di prodotti che nella maggior parte dei casi non è possibile vendere.

Herbalife è indagata a causa di questo meccanismo poco trasparente. Infatti a seguito di questo metodo di promozione l’ azienda si assicura un guadagno. Qualora il neo-collaboratore non riesce a rivendere i prodotti a smenarci è il distributore stesso.

La FTC rileva che durante i meeting aziendali, l’ azienda non informa i propri potenziali collaboratori sulla reale difficoltà nella vendita. Pertanto numerose persone sottovalutano il rischio del proprio investimento subendo quasi sempre un importante danno economico.

Vediamo come inizia tutto.


Herbalife Indagata

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Herbalife è indagata e scatta il risarcimento di ben 200 milioni di dollari. Questa è la cifra da versare per riparare al danno economico subito da oltre 350.000 distributori statunitensi.

Si tratta di ex-collaboratori che hanno collaborato col colosso americano tra il 2009 ed il 2015. Alcuni di questi si sono esposti ad investimenti di diverse centinaia di dollari. Altri a qualche migliaio di dollari mentre alcuni ad investimenti superiori addirittura ai 20.000$.

Numerosi distributori si sono ritrovati sommersi di prodotti da rivendere. In un primo momento erano fiduciosi di riuscire a rivendere tali prodotti. D’ altra parte le varie presentazioni aziendali nonchè l’ entusiasmo durante le riunioni avevano trasmesso grande fiducia. Putroppo solamente in un secondo momento ci si accorge di quanto illusorie sono queste presentazioni.

Di conseguenza molti si sono ritrovati con prodotti da consumare in qualsiasi modo. Alcuni attraverso l’ autoconsumo, altri regalandoli e altri ancora buttandoli.

Numerosi distributori si sentono ingannati da questo meccanismo. Pertanto si forma una class action con lo scopo di denunciare l’ azienda per l’ inganno subito. Nel 2015 Herbalife è indagatad all’ Antitrust statunitense e nel 2017 arriva il verdetto.

Secondo l’ ente per la tutela del consumatore Herbalife provoca una visione distorta delle reali potenzialità del proprio business. Questo è un metodo di promozione ingannevole.

Inoltre Herbalife adotta uno schema piramidale perchè la maggior parte del suo fatturato si basa sull’ ingresso dei neodistributori. Si tratta di un sistema decisamente diverso da un comune Multilevel Marketing.

Di conseguenza la FTC interviene sanzionando pesantemente l’ azienda. Oltre a rimborsare i distributori per il danno subito Herbalife dovrà rivedere il proprio modello di business regolarizzandolo al più presto.


Conclusione

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Herbalife è indagata e condannata ad un risarcimento milionario.

Questa è solo la prima delle due mazzate ricevute negli ultimi anni. Infatti in concomitanza con questa sentenza esce anche il documentario “Betting On Zero” diretto da Ted Braun.

In questo film dal grande impatto emotivo sono raccolte innumerevoli testimonianze di distributori americani. Oltre a mettere in evidenza i metodi di promozione surreali, questo documentario contesta Herbalife per il suo sistema di vendite piramidali.

Bill Ackman massimo promotore di questo film scommette sull’ ormai prossimo collasso aziendale. E’ possibile visionare questo documentario su Netflix.

Qui di seguito puoi visionare anche il trailer ufficiale.

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Luca
Luca

Sono un consulente di marketing online, sviluppatore di siti web nonchè blogger esperto di affiliazioni. Ho aperto il mio blog SoldiOnline.BIZ per far comprendere alle persone che fare Marketing Online in completa autonomia si può. Un tempo credevo nella bontà del Network Marketing. Successivamente mi sono ricreduto. Fortunatamente grazie al mio blog ho trovato qualcosa di meglio in cui credere. Sono ambientalista, vegano nonchè animalista convinto ed impiego la mia vita al servizio degli animali.

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